A I  P I E D I  D I  V E N E R E

 manuale astrologico di seduzione

V E N E R E  IN   V E R G I N E

VENERE IN VERGINE

 

Non ho mai fatto un errore in vita mia.

Una volta ho creduto di averne fatto uno.

Ma mi sbagliavo.

 

Lucy van Pelt

Definire l’Amore non è semplice, perché tra tutti i sentimenti è quello che maggiormente tende alla metamorfosi: passioni divoranti che si consumano in pochi incontri; amicizie che si trasformano in sentimenti esclusivi e profondi; attrazioni irresistibili che irrompono nella nostra vita quando meno ce lo aspettiamo, sconvolgendo certezze e abitudini. L’Amore è un’energia sempre in movimento e ciò che Venere in Vergine teme più di ogni altra cosa è la perdita di controllo. Di conseguenza c’è in lei la costante necessità di mantenere l’ordine, di catalogare, di incasellare con precisione e metodo, cose, situazioni, persone e sentimenti. Venere in Vergine concentra l’attenzione sui dettagli, sui particolari, alla ricerca di quell’errore che potrebbe mettere a rischio il perfetto funzionamento di una quotidianità prevedibile ma rassicurante.

Ipercritica con se stessa e con gli altri, tiene a bada le sue insicurezze con efficienza manageriale non solo in ambito lavorativo ma anche nella vita sentimentale, dove si muove con grande cautela. Di lei colpisce la serietà, lo spirito d’osservazione, la limpida razionalità di giudizio. Certo, il risultato è la perdita di empatia e naturalezza, ma questo la protegge dalla forza incontrollabile e spesso distruttiva delle emozioni: per lei l’attrazione è quasi sempre di tipo mentale, accompagnata da un’attenta, pignola valutazione delle qualità del partner e sulle prospettive di sicurezza e stabilità che lui è in grado di offrirle. Partner che dovrà essere affidabile, intelligente, dotato di bella presenza, di buone maniere e di perfetto autocontrollo.

Discrezione e riservatezza fanno parte del fascino di questa Venere che, nono-stante la fatica iniziale nell’esprimere i propri sentimenti, saprà incantare il partner con una femminilità d’altri tempi, fatta di ritmi lenti ed equilibrati, di affidabilità e armonia. Sessualmente poco esuberante, Venere in Vergine supplisce la mancanza di spontaneità applicando anche in camera da letto la predisposizione all’efficienza: col tempo tende ad acquisire un’ottima “tecnica amatoria” con cui compensa la difficoltà a lasciarsi andare alla passione. Ma se la sua attenzione comincia a ruotare intorno al sesso, è capace di lanciarsi in avventure e sperimentazioni che oltrepassano limiti e tabù, e che sovente finiscono in acuti sensi di colpa somatizzati a livello fisico. Intimamente però non smetterà di sognare un uomo intelligente e passionale in grado di risvegliare il suo lato femminile più segreto con cui poter vivere a pieno l’intima complicità dell’amore fisico. Quando Venere in Vergine è innamorata è totalmente dedita al partner e alla gestione domestica. Insoddisfatta, diventa lamentosa, pignola e ipercritica nei confronti delle debolezze - o delle mancanze - del compagno

 

Nelle relazioni sentimentali, Venere in Vergine è naturalmente affine con i segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno) e di Acqua (Cancro, Scorpione e Pesci). Ma, a seconda del segno zodiacale di appartenenza, è possibile dare indicazioni più precise.

Se sei Cancro con Venere in Vergine

Tra tutti, la timidezza è l’aspetto del tuo carattere che vivi maggiormente come una limitazione, soprattutto in gioventù. In realtà, rappresenta una componente importante del tuo fascino: gli uomini a cui permetti di avvicinarti, sono attratti dalla tua disarmante riservatezza e non possono fare a meno di offrirti una dedizione e una protezione quasi paterna, di cui, per altro, non hai affatto bisogno. Determinata e perfezionista laddove decidi di investire le tue risorse, puoi raggiungere qualunque obiettivo. Sentimentalmente, le tue percezioni intuitive abbinate alla spiccata selettività sono un ottimo filtro nella scelta di un partner che, oltre ad assicurarti stabilità emotiva ed economica, dovrà imparare a gestire i furiosi sbalzi d’umore che, di tanto in tanto, irrompono e sconvolgono la tua (apparentemente) prevedibile quotidianità.

​INCONTRO FATALE CON: Sole in Capricorno con Marte in Toro, Scorpione o Pesci.

​COME TE: Martina Colombari (modella), Angela Merkel, Virginia Raggi (politico donna).

 

Se sei Leone con Venere in Vergine

La tua è una bellezza classica, algida ma luminosa, che si evidenzia anche nei gesti raffinati, nei modi eleganti e nelle scelte di vita. Precisa, razionale, poco incline al colpo di fulmine, sei molto attenta nel valutare un partner che, oltre a garantire una consistente stabilità economica deve appagare le tue aspirazioni di crescita sociale. Qualcuno potrebbe interpretare le tue scelte eccessivamente opportunistiche, in realtà sei solo consapevole della dedizione e dell’impegno che andrai a investire in un progetto di coppia ambizioso e duraturo, fatto anche di generosità quotidiana e costruttiva.

​INCONTRO FATALE CON: Sole in Aquario con Marte Ariete, Sagittario o Scorpione.

​COME TE: Carole Bouquet, Geppi Cucciari, Charlize Theron, Emanuela Tittocchia (attrici), Charlotte Casiraghi (Principessa di Monaco), Laura Iris Ferro (imprenditrice).

 

Se sei Vergine con Venere in Vergine

La capacità di non lasciare nulla all’improvvisazione fa di te una donna capace di programmare nei particolari la vita di coppia a partire dalla tecnica di seduzione più appropriata rispetto all’uomo che ha suscitato il tuo interesse. La passione sfrenata non rientra nei tuoi piani, sai bene che nel lungo periodo l’amore ha più bisogno di gesti quotidiani e rassicuranti, di soluzioni pratiche ed efficaci rispetto a dichiarazioni plateali ma inconsistenti. Capace di provvedere al part-ner pianificandogli la strada, affronti con razionalità e buon senso gli imprevisti della vita quotidiana.

La tua carta vincente è saper definire un obiettivo e perseguirlo con precisione, senza nulla lasciare al caso.

​INCONTRO FATALE CON: Sole in Capricorno con Marte Ariete, Pesci o Toro.

​COME TE: Ingrid Bergman, Sophia Loren, Giovanna Mezzogiorno (attrici), Flavia Cercato (conduttrice), Rita Dalla Chiesa (giornalista), Margherita Granbassi (schermitrice).

 

Se sei Bilancia con Venere in Vergine

L’alchimia della tua felicità sta nel conciliare due priorità: da un lato, la romantica, profonda, necessità di condivisione, di vita di coppia; dall’al-tro, un atteggiamento lucido e razionale nella scelta del partner. Non ami la solitudine ma allo stesso tempo non ti adatti, non ti accontenti di una relazione che non soddisfi il tuo ideale di unione armoniosa, sessualmente appagante ed economicamente solida. Poco incline agli eccessi sentimentali, cerchi un partner ben educato, dall’eloquio brillante, fisicamente gradevole, capace di provvedere, o a contribuire, agli aspetti materiali della vita. Al tempo stesso, un uomo capace di accendere e alimentare il fuoco della passione, un uomo del quale fidarti, e a cui affidarti, il più a lungo possibile.

​INCONTRO FATALE CON: Sole in Leone con Marte in Cancro, Bilancia o Aquario.

​COME TE: Brigitte Bardot, Kate Winslet, Lory Del Santo, Catherine Deneuve (attrici), Micaela Campana (politico donna), Paoletta (conduttrice radiofonica).

 

 

 

Se sei Scorpione con Venere in Vergine

La passionalità sotterranea che ti agita, per quanto controllata, non ti esenta dal-le suggestioni erotiche del desiderio. D’altra parte, l’estrema cautela che fa parte del tuo carattere non rinuncia ad analizzare a fondo gli uomini sedotti dalla tua viscerale sensualità. Questo forse ti limita nell’azione concreta ma di fronte a un partner intellettualmente dotato, scatta in te un’irresistibile attrazione cerebrale e fisica, capace di trasformare ogni suo difetto in un valore aggiunto, molto più eccitante di una piatta perfezione, per quanto rassicurante. Ma per la tua serenità è fondamentale l’incontro con un uomo comprensivo, capace di farti sentire in equilibrio, prima di tutto con te stessa.

​INCONTRO FATALE CON: Sole in Toro con Marte in Pesci, Ariete o Leone.

​COME TE: Sarah Bernhardt, Veleria Bruni Tedeschi, Julia Roberts, Luciana Littizzetto (attrici), Elena Guarnieri, Federica Panicucci (conduttrici televisive).

LA VENTIQUATTRORE


Si incamminò verso l’ufficio stringendo saldamente la sua ventiquattrore ore. Era un modello insolito, più piccolo e compatto di quelli standard, in cuoio rosso. Non era stato facile, ma alla fine aveva trovato ciò che faceva al caso suo. Nessuno aveva il permesso di toccarla, tanto meno aprirla. Sapeva di non passare inosservata, e non solo per la valigetta.
Fin da ragazzina, i modi aggraziati e i lineamenti perfetti, che la facevano somigliare a una moderna Biancaneve, le avevano procurato una lunga coda di spasimanti e cavalieri. In effetti, si riconosceva nel personaggio del cartone: pudica, riservata, amante della natura, dell’ordine, in trepidante attesa del principe azzurro. La sua poteva sembrare una posa un po’ snob, un atteggiamento altezzoso, una tattica studiata per tenere a distanza le persone, in particolare gli uomini. In realtà erano sempre loro, gli uomini a prendere le distanze da lei. E lo facevano più o meno puntualmente, più o meno allo stesso modo, più o meno per lo stesso motivo: il suo lavoro. Passò il badge all’ingresso dello stabile e salutò l’addetto alla sicurezza, dirigendosi verso gli ascensori: settimo piano, studio di registrazione.
All’inizio tutti sembravano divertiti, persino eccitati, come se fare la doppiatrice di film porno fosse solo un gioco o il lavoro più comico del mondo. Ma dopo un po’ l’eccitazione si trasformava in ossessione: sempre le stesse domande pruriginose, sempre le stesse richieste banali, sempre le stesse proposte indecenti. Arrivati a quel punto - proposte indecenti - sapeva che la fine era dietro l’angolo.
Entrò in ufficio, salutò i colleghi e appoggiò la sua preziosa valigetta sulla scrivania.
Era successo anche qualche sera prima, con il suo ultimo ragazzo. E dire che era certa che le cose, finalmente, stessero andando per il verso giusto, tanto che stavano progettando di fare le vacanze insieme. Poi lui aveva insistito per vedere un pezzo del film a cui stava lavorando. Da quel momento era diventato ombroso, taciturno e non si era più parlato di vacanze. Alla fine le aveva confessato di amarla ma scoprire le cose fantastiche che poteva fare con la voce, lo aveva spaventato a morte.
Non l’aveva aggredita, né insultata, né accusata di nulla, anzi si era preso la colpa per non essere l’uomo capace di procurarle tanta meraviglia vocale e di esserne tremendamente geloso. Lasciò che sfogasse tutta la sua rabbia e la sua frustrazione.
Quando fu certa che non avesse più niente da dire, si spogliò, aprì la sua ventiquattrore ore e tolse dalla custodia di seta un paio di scarpe “modello svergognata”, con un tacco da urlo.
Le infilò, abbassò le luci e gli fece dimenticare ogni paura.